GDPR 2018: cosa dice il testo di legge sui datori di lavoro che “spiano” i dipendenti

Il GDPR 2018, ossia il General Data Protection Regulation che rappresenterà il nuovo Codice della privacy, è in arrivo. Il testo di legge voluto da tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea, entrerà in vigore il 25 maggio 2018 e sostituirà il precedente del 1995 e quello del 2003 riguardante la protezione dei dati personali.

Vediamo cosa cambia soprattutto in termini “aziendali”. Come è noto, uno dei casi più discussi in materia di protezione della propria privacy è quello che riguarda il datore di lavoro ed i suoi “poteri” di controllo sul dipendente. La domanda “principe” è, può un datore di lavoro “spiare” i propri dipendenti attraverso il social network monitorandone il profilo?

A domandarselo sono stati, oltre che i cittadini ovviamente, anche i Garanti Europei della Privacy che hanno quindi cercato di mettere un pò d’ordine con questo nuovo testo.

Innanzitutto è bene distinguere l’ambito professionale da quello privato, è possibile cioè, se il caso lo richiede (fuga di notizie e affini), “controllare” parzialmente la mail aziendale di un dipendente oppure è possibile consultare i profili esclusivamente professionali degli stessi.

L’azienda non può controllare invece i profili social dei dipendenti ed ai fini di assunzione, può controllare, nei giusti limiti, solo notizie reperibili pubblicamente. Ad assunzione avvenuta, il controllo non risulterà invece più legittimo. In proposito infatti i Garanti dicono:

“ciascun lavoratore qualsiasi sia il contratto stipulato, ha diritto al rispetto della propria vita privata, della libertà e della dignità e dovrà, prima di tutto, essere informato sulla modalità di trattamento dei dati personali e sulle eventuali forme di controllo previste dall’azienda, dalla mail al cellulare aziendale”

Infine, per nessun motivo potranno essere controllate le mail private del lavoratore.

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