Le caratteristiche della fideiussione: tutto quello da sapere in merito

Il debito

Il debito vien a crearsi nel momento in cui un soggetto, che chiameremo debitore, deve corrispondere una somma di denaro a un altro soggetto, che prende il nome di creditore. Il debito deve essere coperto per intero perché venga saldato e la posizione del debitore torni libera.

Il fideiussore

Nel momento in cui, un soggetto terzo al creditore e al debitore fa da garante all’adempimento del debito, sviene stipulato il contratto di fideiussione. Questo soggetto terzo prende il nome di fideiussore e può anche essere una società. In diversi vasi è necessario stipulare un contratto di questo tipo come, per esempio, per richiedere dei fondi europei per lo sviluppo o per entrare in una gara di appalto.

Copertura del debito

Il fideiussore, cioè il soggetto terzo che si fa garante del debito, è tenuto a rispondere del debito contratto dal primo soggetto debitore con tutti i beni presenti e futuri. Significa che se dovesse essere necessario, anche i beni futuri devono essere corrisposti al creditore per coprire il debito contratto.

Limite

Una delle caratteristiche principali del contratto di fideiussione assicurativa è il limite. Il creditore non può chiedere al fideiussore di più rispetto al debito originale. La cifra del debito corrisponde al limite e non si può eccedere.

Validità

Se per caso il debito contratto dal primo soggetto dovesse avere delle caratteristiche che lo rendono non valido, diventa tale anche il contratto di fideiussore in modo che il creditor e non può chiedere al fideiussore il pagamento del debito, perché diventato non valido.

Conoscenza

Anche nel caso in cui il debitore principale non dovesse essere a conoscenza della stipula del contratto di fideiussione assicurativa, esso è comunque valido. La conoscenza del contratto deve essere obbligatoria per il soggetto terzo che subentra come garante del debito, cioè il fideiussore, il quale deve esprimere la volontà di coprire il debito in caso di adempimento del primo soggetto contrente.

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4 benefici garantiti solo dai serramenti in legno

Resistenza allo scasso

Sono davvero molti i vantaggi se si scelgono dei serramenti e degli infissi realizzati in legno. Uno dei principali è il fatto che la sicurezza di casa aumenta subito grazie alla grande resistenza di questo materiale spesso utilizzati in edilizia.  Un eventuale tentativi di scasso vien bloccato dalla finestra in legno che sono molto resistenti e non sono scalfibili con i normali strumenti come il piede di porco, il quale non riesce a divellere la finestra. Sono una soluzione ottime per chi abita al piano terra o in una zona a rischio.

Manutenzione

Per quanto riguarda le operazioni di manutenzione, è bene sapere che il legno per gli infissi viene già trattata in modo che possa resistere alle intemperie che altrimenti rovinerebbero la superficie e la bellezza del serramento. Una volta che gli infissi sono stati montati, è bene munirsi di prodotti appositi per il legno come gli impermeabilizzanti che servono per chiudere i pori di questo materiale naturale. Inoltre, sono da passare anche delle cere che hanno lo scopo di nutrire il legno e renderlo più bello e lucente.

Massima durata

Il legno è uno dei materiali più duraturi che ci sia poiché una volta installati serramenti e infissi così realizzati non ce ne si deve più preoccupare per minimo 30 anni. Il legno ha una grande durata perché è molto resistente, sopracuto se lo si combina con altri materiali come, per esempio, l’alluminio o la plastica pvc per i meccanismi interni di apertura e chiusura.

Isolamento termico

Il legno è un ottimo materiale per realizzare infissi e serramenti perché garantisce anche un buon isolamento termico. Significa che questi dispositivi impedisco lo scambio di calore tra l’interno e l’eterno così l’intero impianto di riscaldamento risulta subito più efficiente poiché la fredda aria da fuori non mitiga la sua azione.  Lo stesso discorso vale in presenza di un impianto di aria condizionata che diventa più efficiente e la bolletta che vien recapitata si abbassa.

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Caldaia centralizzata e autonoma: due sistemi messi a confronto

Caldaia centralizzata

  1. Cos’è. Si parla di caldaia centralizzata nel momento in cui vi è un solo apparecchiò che serve tuti gli appartamenti di uno stesso condominio senza che ognuno abbia una sua caldaia di proprietà.
  2. Lettura dei consumi. Con una caldaia centralizzata è sempre un problema leggere i consumi e determinare esattamente chi ha consumato cosa. La bolletta è unica e non c’è modo di sapere esattamente quando ogni famiglia deve pagare. Per fortuna, è diventato obbligatoria l’installazione di un dispositivo che serve proprio per risolvere questo tipo di problema.
  3. Negli appartamenti serviti da una caldaia centralizzata, il riscaldamento è acceso solo in determinate fasce orarie e non è possibile gestirlo a piacere.
  4. Nel caso della caldaia centralizzata, il responsabile è l’amministratore di condominio che si occupa di chiamare la ditta per la manutenzione ogni volta che dovesse esserci bisogno.
  5. Quando il tecnico della manutenzione interviene, per controlli ordinari oppure per risolvere un guasto, il conto viene diviso tra tutti gli appartamenti che così hanno un grande risparmio.

Caldaia autonoma

  1. Cos’è. Si parla di caldaia autonoma quando è presente un solo apparecchio per la produzione di acqua calda e per il riscaldamento di una sola casa. La caldaia, in tal caso, è anch’essa di proprietà.
  2. Lettura dei consumi. La bolletta che vien recapita non deve essere divisa perché è usata da un’unica famiglia perciò tutto quello che finisce in fattura è l’effettivo consumo.
  3. Per accendere o spegnere il riscaldamento di una caldaia autonoma, non è necessario rispettare alcun tipo di orario e la famiglia se lo gestisce come preferisce.
  4. La caldaia autonoma può essere sotto la responsabilità di due soggetti: il proprietario della casa oppure l’affittuario nel momento in cui la casa è data in affitto.
  5. Le spese relative agli interventi della dita di manutenzione sono tutte a carico del responsabile della caldaia.

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Tutti i pro e i contro della caldaia autonoma e quella centralizzata

La caldaia autonoma

Quando si parla di caldaia autonoma si intende un apparecchio che serve per il riscaldamento e la produzione di acqua calda di un solo appartamene. In questo caso, la caldaia spesso vien istallata proprio dentro l’abitazione che serve si può trovare in bagno, in cucina o in ripostiglio. A volte, può essere che una caldaia autonoma sia anche messa nel giro scale comune. il vantaggio legato ad avere una caldaia di proprietà è che non ci sono regole in merito ala suo utilizzo e il suo proprietario può accendere il riscaldamento quando lo desidera. L’unico svantaggio di questo tipo di caldaia è che il responsabile deve chiamare la ditta di manutenzione e assistenza per i controlli di routine e sostenere la spesa che è un po’ alta. il responsabile della caldaia autonoma può essere o il proprietario della casa se vi abita stabilmente oppure l’inquilino, nel momento in cui la casa vien data in affitto. Il proprietario è responsabile della caldaia autonoma anche di seconde case e lo è anche nel momento in cui l’inquilino lascia l’appartamento o il contratto di affitto scade.  A differenza di quanto si pensa, il costo della manutenzione non va diviso con il proprietario ma è l’inquilino a doverlo pagare per intero.

La caldaia centralizzata

Quando si parla di caldaia di tipo centralizzata, si tratta di un apparecchio unico che serve tutti gli appartamenti di uno stesso condominio. In questo caso, la caldaia sarà molto potente al fine di far arrivare a tutti l’acqua calda. In merito al riscaldamento, una caldaia centralizzata viene accesa solo in determinate fasce orari, che sono decise dalla maggioranza dei condomini in sede di riunione di condominio. Questo significa che no è possibile scegliere autonomamente quando accendere o spegnere i termosifoni. Inoltre, non è possibile determinare l’esatto consumo fatto da ogni famiglia senza installare un conta kilo calorie che è diventato per fortuna obbligatorio da quest’anno. La spesa della manutenzione viene però divisa tra tutti quanti.

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3 consigli top per il tuo trasloco senza alcuno stress

La fase dell’imballaggio è una delle più difficili durante un trascolo per diversi motivi. Spesso non sai da che aperte iniziare e dovresti seguire i seguenti consigli che ti aiutano a fare il prima possibile, limitando le perdite di tempo e adottando un sistema organizzativo perfetto per te e per le tue cose.

Fare ordine

Il primo consiglio utile per velocizzare e semplificare la fase di imballaggio del tuo trasloco, è quello di fare ordine se sai che devi trascolare, prenditi per tempo e inizia a fare ordine tra le tue cose. Devi liberarti di tutto quello che non ti serve più e buttarlo via in maniera da avere ben chiaro cose devi portare con te e non perdere tempo a imballare cose inutili che non servono, ricorda che più sono le cose da spostare, maggiore sarà il lavoro che devi fare con relativa perdita di tempo.

Procurati il materiale necessario

Quando devi affrontare un trasloco, devi procurati una serie di materiali per la fase dell’imballaggio. La prima cosa che ti serve sono gli scatoloni in cartone che puoi acquistare nuovi oppure prendere di “seconda mano”. Gli scatoloni li puoi trovare al supermercato, da un tuo commerciante di fiducia oppure usare quelli con cui il corriere ti consegna la merce che hai ordinato su internet. Procurati anche delle cassette della frutta in plastica, prepara delle borse per la spesa in tessuto non tessuto e prendi anche la carta di giornale per avvolgere i materiali più fragili.

Segnare gli scatoloni

Monta uno scatolone usando lo scotch da pacchi e passa più volte sul fondo al fine di rinforzarlo così la scatola non si rompe nemmeno se metti oggetti pesanti dentro. Una volta che hai riempito la scatola, devi prendere un pennarello e un’etichetta per segnare dove va portato lo scatolone: in ogni scatola devono esserci oggetti appartenenti a una stanza sola altrimenti rischi di fare confusione e perdere qualcosa.

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3 tipologie diverse di sepoltura: tutti i dettagli in merito

  1. Si parla di inumazione quando bara vien messa in una nuova tomba scavata presso il cimitero comunale. Non è infatti consentito scavare tombe in luoghi diversi per motivi di sicurezza anche di salute pubblica. In questo caso, l’agenzia di pompe funebri Roma fornice tutto quello che serve, partendo ovviamente dalla cassa in legno che può essere più o meno pregiato in base alle diverse esigenze. Oltre a questo, vien ordinata anche la lapide dove si mette una foto del defunto, la data di nascita, la data di decesso, nonché al suo nome e cognome.
  2. Quando la sepoltura avvien con la tumulazione vuol dire che la cassa vien sepolta in una tomba già esistente: quella di famiglia. Anche nel caso in cui la bara venga messa in una cappella di famiglia, si parla ugualmente di tumulazione. La cassa in legno è comunque fornita dall’agenzia di onoranze funebri in base alle specifiche date, come il budget, fattore che spesso determina la scelta di una cassa piuttosto di un’altra. Nel caso della tumulazione, non deve essere ordinata una lapide ad hoc perché il nome del defunto e gli altri dati sono semplicemente aggiunti a quella già esistente.
  3. Nel caso della cremazione, non vi è bisogno di una cassa in legno perché il corpo viene bruciato e le ceneri sono raccolte in un apposito contenitore: l’urna. Anche questo contenitore vien fornito dalla solita agenzia di pompe funebri Roma che solleva la famiglia del defunto da ogni onere in merito all’organizzarne del funerale, che si compone di diversi parti e richiede diversi passaggi che solo chi conosce bene il settore sa fare con rapidità e precisione. Molti pensano che chi si fa cremare non sia religioso ma un rito cattolico può anche concludersi con la cremazione. Le ceneri possono essere conservate al cimitero o anche in casa. In realtà sarebbe proibito spargerle in un luogo preciso ma molti lo fanno ugualmente.